Da Barone Sergio, la creatività è di casa! Abbiamo ospitato eventi di ogni tipo, forma e colore. Scegli lo spazio che meglio ti rappresenta, o perché non approfittare di tutti per un evento davvero speciale?
Ogni angolo della nostra azienda è pensato per offrirti un'esperienza unica e memorabile, dalla maestosità del baglio, passando per le nostre vigne, fino ai vivaci murales che decorano i nostri spazi.
Se hai richieste particolari o hai bisogno di qualche consiglio, siamo qui per aiutarti! Non esitare a contattarci 😉


















La nostra è una storia lunga, ma non vogliamo annoiarvi. Vogliamo invece darvi un'idea di chi c’è dietro le vigne. Non letteralmente, non stiamo tutto il giorno nascosti dietro le vigne, eh.
Siamo arrivarti alla la sesta (!) generazione della nostra famiglia a portare avanti quest’azienda. In questo marasma che è il cambio generazionale, viviamo un continuo braccio di ferro tra la voglia di sperimentare e l’esperienza di chi l’ha fatto prima di noi.
Da una parte c’è l’entusiasmo (a volte esagerato) del nuovo, dall’altra il pragmatismo di chi ormai sa come si fanno le cose.
Questo dinamismo, che è passato e futuro di ogni famiglia, è il fondamento della nostra azienda.
Ma chi meglio delle due sorelle in persona può raccontarvelo? Lasciamo la parola a loro.
“L’idea di essere quella che potrebbe mandare in vacca secoli di tradizione mi passa spesso per la testa. Ma mi piace affrontare tutto con occhi nuovi e in modo personale: beh, se piace a me, piacerà anche ad altre due persone almeno? Forse no, ma almeno piace a me.
Nonostante le generazioni alle spalle, la gavetta è inevitabile. Sono tornata in Sicilia da quattro anni, dopo aver lavorato in un’agenzia pubblicitaria, e così sono ripartita da zero. Eccomi qui: la stagista dell’azienda.
Ho scelto di tornare e rimanere in questo sud del sud perché la passione per questo lavoro mi spinge ogni giorno, e ne sono estremamente fiera.”


"Per un attimo nella vita ho pensato di fare altro. Sono stata avvocata e ho seguito una carriera universitaria in diritto aeronautico. Ho sempre avuto la voglia di mettermi alla prova, finché ho capito che avrei potuto trovare il mio spazio anche in azienda.
Questa consapevolezza è arrivata con l’arrivo di mia sorella, quando le nostre iniziative si sono unite in un meraviglioso progetto. Spesso mi chiedo cosa sia Barone Sergio per me. Penso ai 200 km all’andata e ritorno che faccio, alle continue trattative con i corrieri, ai lavori pesanti che spesso facciamo e che non ci competono, alle mille preoccupazioni sul futuro, e mi chiedo... ma ne vale veramente la pena? Poi penso ai sorrisi delle persone quando assaggiano il nostro vino e ascoltano la nostra storia, ai tanti traguardi raggiunti con fatica, alla mia crescita personale e professionale fatta insieme a mia sorella. E mi rispondo sempre che alla fine, Barone Sergio siamo noi!"

Ecco il Barone! Sempre distinto (anche quando si innervosisce parecchio), guida l’azienda da anni nel migliore dei modi. È attentissimo alla qualità, d'altronde mettiamo il nostro nome su ogni creazione, come fare diversamente?
Conosce ogni zolla dei 130 ettari a memoria e ha sempre una storia da raccontare.
Ma a parte i complimenti che possiamo scrivere qui e che non leggerà mai (non sa neanche che c’è questa sezione di articoli nel sito, eheh), possiamo dire che il Barone è avanti: nel braccio di ferro generazionale, non ha problemi a dire: “Avevi ragione”. E ci vuole tanta intelligenza per accettare e supportare una visione anche distante dalla propria.

Ogni giorno è una scoperta. Lo abbiamo perso quando eravamo piccoline, ma è ovunque qui.
L’amore che aveva per questa terra, per la zona tutta e per le persone che la vivono ci arriva dalle storie, dalle scelte passate e soprattutto dai video che ci ha lasciato. Buona visione!
Nel murale Baccus, Illustre Feccia reinventa Dioniso/Bacco, il dio dell’ebbrezza e della vite, fondendolo con l’elemento vegetale. Bacco non è solo il dio della festa: qui si trasforma nella pianta della vite, incarnando un mix di umano e vegetale, un simbolo di metamorfosi che richiama sia l’arte classica che il mito. Il tutto con colori vivaci e forme che sembrano ballare, come in un baccanale visivo.
Dioniso, infatti, è un po' come quel parente imprevedibile che porta scompiglio alle cene di famiglia: col suo “caos organizzato” sfida le regole, celebra l’ebbrezza e invita a esplorare l’ignoto.
È il dio della “contaminazione” e dell’accoglienza, portatore di una bevanda speciale, il vino, e di idee “da fuori” che chiedono spazio.



Illustre Feccia riprende questi concetti con un approccio caotico e intenso, perfetto per rappresentare il lato selvaggio e liberatorio di Bacco. Dioniso non è senza saggezza: è un punto di rottura che diventa liberazione, apertura al diverso e accettazione di forze opposte.
Chi è Illustre Feccia? Artista poliedrico con radici nella cultura punk e nell'arte di strada, Feccia ha lavorato a Londra, partecipato a zine anarchiche e al collettivo MINESWEEPER. Tra filosofia nichilista, subvertising e riflessioni sul potere, il suo stile è ribelle, tra stencil, poster e murali.
Feccia esplora alienazione, consumismo e diritti, e mescola disegno e tecniche varie, unendo ispirazioni e visioni in un modo unico e irriverente.

La Lucignola è uno di quei vitigni che, se potesse parlare, avrebbe un accento siciliano inconfondibile. Un tempo, insieme a varietà come l’Inzolia nera e l’Orisi, era la regina delle vigne dell’Isola. Qualche ceppo è sopravvissuto e, da lì, è ripartita la nostra avventura.
Nel 2018, abbiamo avuto l’idea di riportare in vita la Lucignola piantando un ettaro nelle nostre terre.
Volevamo riscoprire un pezzo della nostra storia familiare e del nostro territorio. E così, tra le vigne di Pachino, la Lucignola è tornata a casa, diventando uno dei (nuovi) pilastri di Barone Sergio.
Ma la nostra storia non è solo nei vigneti. Date un’occhiata al murale "Le signore dell’acqua" nella nostra cantina: tre donne che avanzano dal passato al presente, simbolo del lavoro nelle vigne e del ritorno alle radici della nostra famiglia.
Di recente, abbiamo infatti trovato vecchi documenti dell’Ottocento che ci hanno aiutato a ricostruire parte della nostra storia familiare. Così come la ripropagazione della Lucignola ci ha permesso di riscoprire questo antico vino siciliano.


La Lucignola è un vitigno tosto e versatile, perfetto per produrre uve di qualità che riflettono il nostro territorio unico. Ha una produttività media e matura presto, mantenendo un ottimo equilibrio gustativo.
Il nostro vino "Reliquia" nasce da una vinificazione a grappolo intero, riposando 6 mesi in tonneaux di rovere francese e altri 12 mesi in bottiglia. Il risultato? Un vino rosso rubino con profumi di frutta rossa matura, spezie e note erbacee. Al palato, ha una struttura robusta, un equilibrio tra alcolicità e acidità, e una persistenza aromatica che ti fa venire voglia del sorso successivo, e di un altro ancora, e poi di un altro. Insomma, avete capito.
Alla fine, la Lucignola ce l'ha fatta. Ha resistito, è rinata nel 2021 e oggi ci regala un vino che sa di Sicilia, quella vera. Quindi voi riempitevi il bicchiere, che noi continuiamo a riempirci di orgoglio.

Seguiamo da tempo Salvo su IG; il suo lavoro, particolarmente unico, prende ispirazione dall'antico e lo combina in un mix che viene poi riportato su antiche tele, che altro non sono che i ruderi siciliani. Non è raro trovarsi persi nelle campagne siciliane, in mezzo al nulla, e incappare in un'opera d'arte su un rudere abbandonato - questo è Ligama!
A volte, il destino è tipo Tinder: ci fa incontrare la persona giusta, al momento giusto. Partecipando all'organizzazione di un festival di street art a Pachino, lo contattiamo e gli proponiamo: "Abbiamo un bel muro, vuoi vederlo?" Due settimane dopo, eravamo a pranzo sul mare, pensando a come fargli prendere vita.
Aprile arriva, e i lavori iniziano. In soli quattro giorni, mentre il muro prendeva forma, noi preparavamo una festa all'altezza dell'opera.




La prima di una serie di feste per celebrare la vita e il vino, che ci permette di godercela ancora meglio.
Ma perché tutto questo?
Perché vogliamo che l’arte, proprio come il nostro vino, appartenga a tutti, nessuno escluso.




